Brescia Oggi del 23/11/09 – Mariano Sabatini: foto di gruppo per i giornalisti di Nino Dolfo
27/11/2009su “Alice” domani, giovedì 26 novembre 2009, Mariano Sabatini presenta Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti famosi (Aliberti editore)
25/11/2009
TV: SABATINI DOMANI A “CASA ALICE” SU ALICE
ROMA (ITALPRESS) – Mariano Sabatini partecipera’ domani a “Casa Alice” su Alice. Il giornalista, critico tv del quotidiano Metro, sara’ ospite nella cucina-tinello di Franca Rizzi per presentare il suo “Ci metto la firma. La gavetta dei giornalisti famosi” ed. Aliberti, in onda domani (giovedi’ 26.11.09) alle 7.30, alle 12.30 e alle 19.30. Alle 11, Sabatini interverra’ inoltre a “Wake Up”, la rassegna stampa di Radio Sapienza.
(ITALPRESS).
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VEL0556 3 SPE /R01 /ITA Tv, domani Mariano Sabatini a “Casa Alice” 
Roma, 25 NOV (Velino) – Mariano Sabatini partecipera’ domani a “Casa Alice” su Alice. Il giornalista, critico tv del quotidiano Metro, ospite nella cucina-tinello di Franca Rizzi, presenta il suo “Ci metto la firma. La gavetta dei giornalisti famosi” ed. Aliberti Il programma va in onda domani (giovedi’ 26.11.09) alle 7.30, alle 12.30 e alle 19.30. Alle 11, Sabatini interverra’ inoltre a “Wake Up”, la rassegna stampa di Radio Sapienza. (com/dbr) 251619 NOV 09 NNNN
Ci metto la firma! Mariano Sabatini ai Lunedì del Sancarlino: l’articolo de Il Giorno
25/11/2009
Il giornalismo al femminile di Magda Biglia su Il Giorno ed. Bergamo-Brescia del 21/11/09)
Mariano Sabatini presenta Ci metto la firma ai “Lunedì del Sancarlino”
18/11/2009
Lunedì 23 novembre 2009, Mariano Sabatini presenterà “Ci metto la firma – La gavetta dei giornalisti famosi” (Aliberti editore) ai “Lunedì del Sancarlino” il tradizionale ciclo di incontri ospitato nel teatro di corso Matteotti a Brescia e curato da Carla Boroni con la collaborazione di Ezio Rojatti per la Provincia di Brescia. Al centro del dibattito il tema dell’uomo e del suo ruolo nella società. 
Ci metto la firma!: Maria Lucia Riccioli intervista Mariano Sabatini
06/11/2009l’originale [ QUI ]
Ci metto la firma! – La gavetta dei giornalisti famosi (Aliberti editore)
È la nuova fatica di Mariano Sabatini, autore e giornalista per la carta stampata, la radio e la televisione. Una serie di interviste a nomi “eccellenti” del giornalismo italiano, dai “grandi vecchi” come Zucconi e la Cambria alle nuove leve che saranno i punti di riferimento per i giornalisti di domani, dai cronisti sportivi a quelli che ci raccontano i cambiamenti di costume e le trame della politica. Editoriali e inchieste, scoop e rubriche…
Maria Lucia Riccioli
Ci metto la firma!: Mariano Sabatini ne parla a Televita ospite di Andrea Menaglia
30/10/2009Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti famosi (Aliberti editore): Mariano Sabatini ne parla a Televita ospite di Andrea Menaglia nella trasmissione Libri oggi del 3/10/09 [video rec by imaldera]
Mariano Sabatini presenta “Ci metto la firma!” su Radio Kiss Kiss ospite di Carlotta (seconda parte)
16/10/2009Mariano Sabatini presenta “Ci metto la firma!” su Radio Kiss Kiss ospite di Carlotta nella trasmissione Freeway – seconda parte (7/10/09)
Mariano Sabatini presenta “Ci metto la firma!” su Radio Kiss Kiss ospite di Carlotta
14/10/2009Mariano Sabatini presenta “Ci metto la firma!” su Radio Kiss Kiss ospite di Carlotta nella trasmissione Freeway prima parte (7/10/09)
“Ci metto la firma!” di Mariano Sabatini: la recensione di Simone Gambacorta su Teleponte
05/10/2009“Ci metto la firma!” di Mariano Sabatini: la recensione di Simone Gambacorta nella trasmissione “Prima di tutto” sull’emittente abruzzese Teleponte (30/9/09)
abruzzocultura.it: A colloquio con l’autore di “Ci metto la firma”, una raccolta di sessanta interviste ai protagonisti della carta stampata e della tv
01/10/2009di Simone Gambacorta – l’originale [QUI]
Come si diventa giornalisti? Quali sono stati i primi passi delle firme più note? Mariano Sabatini risponde a queste e molte altre domande con “Ci metto la firma. La gavetta dei giornalisti famosi” (Aliberti, pp. 357, 18 Euro), un libro dove ha raccolto sessanta succose interviste ai protagonisti del nostro giornalismo. Romano, classe 1971, Sabatini è giornalista professionista e in passato ha anche pubblicato due fortunati volumi di interviste a scrittori, “Trucchi d’autore” e “Altri trucchi d’autore”, entrambi apparsi per i tipi di Nutrimenti.
“Ci metto la firma” è una raccolta di interviste dove sessanta giornalisti “arrivati” parlano della propria gavetta: come e perché hai deciso di pubblicare questo libro?
«Perché ho ravvisato una grande richiesta da parte di giovani aspiranti colleghi che vogliono sapere come ce l’hanno fatta quelli che ce l’hanno fatta e hanno raggiunto livelli di notorietà, autorevolezza, bravura non facili da raggiungere. Insomma, un libro che io avrei voluto incrociare e divorare ai miei esordi».
Sin dall’inizio l’intenzione era di farne un libro?
«Subito un libro, che nasce dalle precedenti serie sui “Trucchi d’autore”. Sto delineando un metodo che mi consente di assemblare attraverso esperienze eterogenee manuali atipici e di agilissima lettura».
Quanto tempo di lavoro è occorso per mettere insieme tutte le interviste?
«Le interviste vanno richieste. Alcuni accettano, altri dopo un inseguimento di mesi poi magari si sottraggono. È capitato con Giuliana Sgrena. Dopo il tutto va riscritto, calibrato, ritmato… Un lavoro che richiede qualche mese. Stavolta poi il libro ha sofferto ritardi per un intoppo: l’editore che intendeva pubblicarlo avrebbe voluto che eliminassi l’intervista a Renato Farina, io ho eliminato l’editore per non sottostare a censure. Compito di un giornalista è dare voce a tutti».
Chi ti ha detto “no”, oltre alla Sgrena?
«Oltre a Sgrena, Maria Laura Rodotà, Vera Montanari, Fiorenza Vallino, Daria Bignardi, soprattutto le donne che io ammiro molto, e poi anche la star Marco Travaglio».
Hai seguito un criterio di base per assemblare questi “materiali”?
«Mi sono tenuto lontano dai troppo famosi, dai televisivi. A Costanzo, Vespa, Mentana o Floris non ho neppure chiesto apuntamento. Ho scelto giornalisti di diversa estrazione e professionalità, dalla radio alla carta stampata. Ci sono televisivi meno inflazionati, Piroso, Cuffaro, Mannoni, Piccinini».
Perché hai rinunciato ai più famosi?
«Perché gli anchormen più popolari sconfinano nell’arte dell’intrattenimento che è un’altra cosa rispetto al giornalismo che mi interessava rappresentare».
Chi è stato il primo che hai intervistato?
«Questo proprio non me lo ricordo, le interviste sono sessanta e dalla prima è trascorso molto tempo».
Conoscevi tutti personalmente?
«No. Questo è impossibile, tutti quelli presenti nel libro però mi hanno usato una gran cortesia volendo condividere i loro ricordi coi lettori».
Da giornalista, che esperienza è stata “ascoltare” tanti colleghi che parlavano del mestiere?
«Io vivrei facendo domande, sono un curioso, ossessionato dalle vite degli altri. Una magnifica esperienza, perciò, che ripeterò in altri ambiti».
Il libro parla della gavetta, ma sarebbe riduttivo etichettarlo solo così. A mio parere è uno spaccato che chiunque scriva per i giornali – o sogni di farlo – non dovrebbe lasciarsi sfuggire. Ci sono mille sguardi su un mestiere…
«È proprio così, infatti, e ognuno può farsi irretire da ciò che più lo riguarda o interessa. Per chi sogna di debuttare tra i cronisti sportivi, ci sono Necco, Caressa, Piccinini… per chi ama le interviste, Sabelli Fioretti, Zincone… Il libro è costruito in modo che ognuno possa costruirsi il proprio percorso».
Ma che mestiere è quello del giornalista?
«Un mestiere mitizzato. Si guadagna poco per lo più, si sta molto in redazione ed è difficile diventare famosi».
Com’è cambiato il nostro giornalismo rispetto a quando hai iniziato?
«Contano più le opinioni che i fatti, le notizie. Ogni notizia oggi può essere annegata in una quantità di opinioni tali da neutralizzarla. Per essere pedestri, il lavoro è diminuito, se possibile, anche se internet alimenta l’illusione che tutti possono fare i giornalisti».
L’intervista è un genere spesso bistrattato. Per parte mia ho sempre pensato che sia uno strumento principe del giornalismo, specialmente del giornalismo culturale…
«Ho fatto centinaia di interviste, soprattutto per i settimanali femminili, e continuo per i miei libri. Adoro chiedere, sapere, infilarmi negli interstizi… L’intervista è il genere per eccellenza sia che serva per comporre un’inchiesta sia per ritrarre un personaggio, della cultura, sì, ma anche della politica, dello sport, dello spettacolo».
Prima di “Ci metto la firma”, hai pubblicato due deliziosi libri di interviste a scrittori, “Trucchi d’autore” – che hai ricordato prima – e “Altri trucchi d’autore”. Parliamone un po’…
«Sono diventati piccoli cult. Ancora ne parlano, scrivono, li citano. In quei libri ho cercato di catturare le particelle elementari del sogno della scrittura».
Per me l’intervista è un faccia a faccia che ambisce a una verità: magari minima, ma comunque corrispondente a un aspetto “sostanziale” di un’esperienza o di un argomento. Sbaglio?
«Non sbagli. Condurre un’intervista non è facile, occorre innanzi tutto prepararsi bene su chi stai per incontrare, senza permettergli di pettinarsi troppo il botta e risposta».
Dell’importanza di questa “verità” sono conferma proprio libri come i tuoi, che restano agli atti, per così dire, sia in termini documentari che testimoniali…
«Ecco, mi piacerebbe che tra decine di anni qualcuno li rispolverasse per capire come la pensavano e lavoravano i nostri contemporanei, romanzieri o giornalisti».
Nelle interviste rispetti sempre una regola aurea: porre domande brevi.
«Sì, odio i colleghi che in tv o per i giornali fanno domande per affermare o che già contengono la risposta».
Qual è un’altra regola aurea, per te?
«Altra regola è porre sempre la seconda domanda, insistere con chi ti sembra che stia svicolando, piazzando una seconda o terza domanda più ficcante».
Intervistatore e intervistato sono come un regista o un attore: padrone della scena è il secondo, ma al timone c’è il primo, però lateralmente, da canto…
«Mai diventare troppo protagonisti, noi giornalisti».
In “Ci metto la firma” le domande sono piuttosto ricorrenti: cambia qualcosa, ma più o meno gli interrogativi che poni sono gli stessi.
«Volevo che tutti si misurassero più o meno, con apprezzabili variazioni, con le stesse domande, per dare la più ampia gamma di esempi e opinioni. Ho cercato inoltre di fare le domande che avrebbe fatto chi sogna il giornalismo. Come sei diventato giornalista? Le difficoltà che hai incontrato? Come si sceglie un buon attacco per un articolo? E via dicendo».
Oltre che un manuale “corale” di giornalismo, il libro è anche un dibattito involontario, vi si incrociano visioni diverse.
«Era quello che volevo, far capire che poi al di là delle regole conta la sensibilità personale. Non siamo automi».
Così molti luoghi comuni volano alle ortiche…
“Eh, già. I giornalisti appartengono alla quotidianità, non al mito. Meglio vestirsi di grigio, senza panama e pipa, ma tenere la schiena dritta».
Su tutto resta un dato: che il giornalismo si impara facendolo.
«Tutti, anche i raccomandati e quelli di formazione universitaria, dovranno poi misurarsi sul campo. E fare la gavetta. Tanto vale iniziare presto. Ciò non vuol dire che non bisogna studiare, anzi dobbiamo farlo ininterrottamente».
Che eco ha avuto il libro nell’ambiente?
«Mi contattano tanti giovani, anche su Face book, per ringraziarmi. Mi dà grande piacere, più delle tante interviste in radio, in tv, o delle recensioni».
In apertura del libro s’incontrano tre capitoli introduttivi, una macro-premessa che vale anche come tuo contributo teorico e autobiografico sul mondo dell’informazione…
«Anch’io sono un giornalista, dopo tutto. Ho voluto raccontare la storia di uno che ce l’ha fatta senza parenti o amicizie utili. Ho contato su di me, volevo metterci la firma, sono qui. E conto di rimanerci a lungo».
“Ci metto la firma!”: Sick Girl Magazine intervista Mariano Sabatini
30/09/2009l’originale [ QUI ] di Luna 979
“Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti famosi. Cosa facevano quando non erano nessuno” (Aliberti editore) è il nuovo libro di Mariano Sabatini. Autore televisivo, giornalista professionista, critico tv, Mariano scrive di costume, cultura e spettacoli. Collabora con “Italia Oggi”, “Metro”, “Affari italiani”, i quotidiani del Gruppo Espresso, “Gioia”, “Radio-corriere”, “Film Tv”, “Il Tempo”. Tiene una rubrica la domenica mattina su Radio Capital ed è spesso ospite in Tv. In questo libro offre una carrellata di straordinarie interviste sui loro esordi e la loro gavetta ad alcuni tra i più grandi giornalisti italiani, tra cui Toni Capuozzo (vicedirettore del TG5), Vittorio Feltri (direttore de “Il Giornale”), Alfonso Signorini (direttore di “Chi” e “TV Sorrisi e Canzoni”). Per contrappasso, ho pensato intervistare Mariano a proposito del suo lavoro
Mariano, il tuo ultimo libro è “Ci metto la firma!”, una raccolta di interviste che hai fatto ad alcuni dei nomi più prestigiosi del giornalismo italiano. Una delle domande che poni è come si realizza un’intervista perfetta. Qual è la tua risposta a questa domanda?
Non c’è l’intervista perfetta. È una cosa molto soggettiva, se riesci a strappare un brandello o meglio qualche brandello di verità puoi dirti soddisfatto. Se poi l’intervista dà anche una notizia, hai fatto bingo.
Come è nata l’idea di scrivere questo libro?
Ho scritto due volumetti sui metodi di lavoro dei romanzieri e intervistandomi mi definivano tutto indegnamente “scrittore”. Ho voluto ribadire la mia appartenenza ad un’altra categoria, tanto vituperata e allo stesso tempo tanto bramata. Ci sono tanti che sognano di fare i giornalisti, il libro è per loro.
Nel libro riveli gli esordi di giornalisti poi diventati famosi, cosa puoi dirci del tuo, di esordio, nel mondo del giornalismo?
Tutto molto casuale. Non avevo il sacro fuoco, solo una grandissima determinazione. Ho avuto la fortuna di essere chiamato a fare l’autore tv da Luciano Rispoli, questo mi ha aiutato a gravitare in un mondo che a distanze siderali da me… la tv, il giornalismo, non avrei mai pensato di potercela fare.
Quanto pensi che sia cambiato il mondo del giornalismo rispetto ai tuoi esordi?
È cambiato, compreso il fatto che una volta contavano le notizie, i fatti, oggi imperano le opinioni.
Cosa ti piacerebbe leggere? E cosa non sopporti di vedere tra gli scaffali delle librerie?
Mi piace leggere tutto quello che leggo, cioè di tutto, senza regole, inseguendo il principio del puro piacere. È vero che c’è tanta spazzatura in libreria, tanti sedicenti scritto, tuttavia non farei nulla per eliminare l’immondizia in questione. Ci pensano già i lettori.
Tra le tue numerose attività, c’è quello di giornalista televisivo. Cosa ne pensi di quello che disse Enzo Biagi: “Oggi è più facile diventare una faccia che una firma?”
Ogni tanto appaio in tv, dopo averla fatta per anni dietro le quinte, non mi definirei per questo giornalista televisivo. Né mi monto la testa, ci mancherebbe…Biagi aveva ragione, tanti colleghi perdono la testa appena prestano il visino alla telecamera.
È un momento cruciale per l’informazione via internet. Pensi che il blog possa porsi come valida alternativa al giornalismo di professione?
No. Ne riparliamo quando un blogger potrà vivere del suo lavoro, che talvolta è di gran lunga superiore a quello di un redattore-impiegato di un grande quotidiano. Ma tutto è episodico, affidano alla buona volontà dei singoli, spesso abbandonati a se stessi. Non illudiamoci, internet non rappresenta ancora una valida alternativa lavorativa.
Quali sono i tuoi progetti futuri più prossimi?
Grave crisi permettendo, continuerò a metterci la firma, la faccia, la voce…
Come è consuetudine per questa rubrica, puoi dirci qualcosa di “sick”?
Siete magnifiche, io amo le donne e non potrei trovarmi in un posto migliore!
Per saperne di più: Mariano Sabatini su Facebook
Mariano Sabatini presenta “Ci metto la firma!” a Radio Marconi
29/09/2009Mariano Sabatini presenta “Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti famosi” a Radio Marconi ospite di Marco Casa (17/9/09)
Mariano Sabatini lunedì ospite di “Cominciamo Bene Estate” su Raitre ore 10.55
29/08/2009Nella puntata di “Cominciane Bene Estate”, la trasmissione condotta da Michele Mirabella e Arianna Ciampoli, in onda lunedì 31 agosto alle 10.55 su Raitre si parlerà dell’arte di piacere – Quanto e’ importante piacere? Si può imparare a presentarsi al meglio in un posto di lavoro, ad un appuntamento galante, a una cena tra amici? Piacere a se stessi aiuta a piacere agli altri? In studio il conduttore Maurizio Costanzo, i giornalisti Mariano Sabatini e Vittorio Emiliani, i doppiatori Silvia Pepitoni e Roberto Pedicini, la soubrette Lisa Fusco.

Pubblicato da akiofab 
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