Ci metto la firma!: Maria Lucia Riccioli intervista Mariano Sabatini

06/11/2009

l’originale [ QUI ]

copertina-defCi metto la firma! – La gavetta dei giornalisti famosi (Aliberti editore)

È la nuova fatica di Mariano Sabatini, autore e giornalista per la carta stampata, la radio e la televisione. Una serie di interviste a nomi “eccellenti” del giornalismo italiano, dai “grandi vecchi” come Zucconi e la Cambria alle nuove leve che saranno i punti di riferimento per i giornalisti di domani, dai cronisti sportivi a quelli che ci raccontano i cambiamenti di costume e le trame della politica. Editoriali e inchieste, scoop e rubriche…

   Un libro che si legge con curiosità e che potrebbe essere un ottimo aiuto per approcciarsi ad un mondo spesso mitizzato, ad una figura che il cinema e i romanzi ci hanno presentato di volta in volta come eroica o cinica e disincantata. Mariano Sabatini fa sfilare davanti ai nostri occhi i nomi e le esperienze di uomini e donne accomunati da un mestiere affascinante. Riusciamo quasi a vederli, dal loro primo giorno tra titoli, occhielli e sommari, alle loro giornate attuali, divise tra computer, riunioni, incontri, conferenze. 
   Pensiamo ai mitici cronisti dello scandalo Watergate, a tanti corrispondenti di guerra, ai grandi viaggiatori – Moleskine e matita in mano – pronti a raccontarci mondi esotici e popoli lontani. Come saranno i giornalisti dell’era di Internet? Quali nuove sfide dovranno affrontare per informare, commentare, divulgare, criticare in un mondo sempre più globalizzato?
   Dopo Trucchi d’autore e Altri trucchi d’autore (usciti rispettivamente nel 2005 e nel 2007 per Nutrimenti editore) in cui le domande erano rivolte a poeti e scrittori, stavolta Sabatini ci proietta nel mondo delle redazioni giornalistiche e televisive, tra un briciolo di nostalgia per le Olivetti 22 e le lampade schermate di verde e la passione per un mestiere che oggi richiede nuove competenze e utilizza gli strumenti delle nuove tecnologie.
   Se volete saperne di più, ecco il blog dedicato al libro: www.cimettolafirma.wordpress.com. E se vi va di conoscere meglio il suo autore, la sua mail è m.sabatini@libero.it.
   E adesso… chi di domanda ferisce, di domanda perisce. Vediamo come risponde Sabatini al fuoco di fila di domande cui ha sottoposto i suoi intervistati.

   sabatini-1Il tuo primo giorno in redazione?
Mai fatto neanche un giorno di redazione in un giornale, sempre da esterno, collaborando, proponendo e realizzando pezzi. In tv invece, a Tmc, progenitrice di La7, andai con il cuore che batteva fortissimo. Incontravo Luciano Rispoli, un mito per me. Ero emozionatissimo, tanto da toppare persino la sintassi e la coniugazione dei veri nello scrivere dei pezzi.
Cosa ti fa amare questo mestiere?
Il fatto di poterci mettere la firma, con tutto quello che significa, i tanti oneri e i pochi non trascurabili onori. Il fatto che la gente mi fermi per strada, scrivendo per un quotidiano che nel centro-nord è molto popolare, per commentare, complimentarsi, protestare. Mi riferisco al quotidiano Metro. Quelli che invece mi fermano per avermi visto in tv, dove vado spesso ospite, si complimentano per il solo fatto che ci ho messo la faccia…
Gli aspetti insopportabili?
I veleni, le invidie dell’ambiente, la gestione clientelare e dispotica nei giornali.
Le difficoltà che hai incontrato?
Non avere appoggi né familiari né politici o di amicizia. Quel pochissimo che ho fatto lo devo solo a me stesso, all’ingegno, alla forza di volontà, a Roma diciamo la tigna.
Hai mai fatto una markette?
Mai, mai, proprio mai. Solo qualche favore ad amici, mai niente che mi desse guadagno, e solo quelle per me sono markette.
Whisky, sigari, sregolatezze… il cinema ha esagerato nel raccontare il giornalismo?
Quello era il giornalismo di una volta, quello di Bogart nel famoso film. Oggi spesso un impiegato si muove e diverte di più di un giornalista al desk.
Com’è la tua giornata lavorativa?
A singhiozzo, perché lavorando in casa sono preso anche dalla gestione della famiglia, delle mie bimbe, la scuola e via dicendo.
I tuoi errori più gravi agli esordi?
Un certa arroganza, dovuta alla timidezza e al senso di inadeguatezza. Ma ho abbassato presto le penne.
La tua prima soddisfazione?
Essere riuscito, dopo tanto averlo ammirato in tv, ad intervistare Luciano Rispoli per Il Tempo. Erano i primi anni Novanta.
Lo scoop di cui vai fiero?
L’aver procurato al “Tappeto volante” un intervento di Marcello Mastroianni che è poi finito pari pari, trascritto da me, sul Corriere della sera. L’aver proposto e anticipato con largo margine su ItaliaOggi l’arrivo di Zavoli alla Commissione di vigilanza sulla Rai.
I tuoi modelli di riferimento?
Si può imparare da tutti, anche a distanza, leggendo, prendendo appunti, ritagliando i pezzi, facendosi un archivio personale.
Come si diventa una firma?
Ci vuole fortuna, fiuto, capacità di mettersi sulla lunghezza d’onda dei tempi, oppure astutamente andando controcorrente.
L’intervista che ti ha emozionato di più. E poi… chi vorresti intervistare?
L’incontro con Rita Levi Montalcini non lo dimenticherò, alla fine era lei che intervista me, dimostrando una commovente curiosità nei confronti degli altri. Chi vorrei intervistare? Papa Ratzinger, Bin Laden, il presidente Obama, la regina Elisabetta, Giorgio Napolitano… tanti, tanti, la curiosità è l’anima del giornalismo.
Il tuo rapporto con la tv e Internet.
Rapporto ossessivo, non so far a meno né dell’uno né dell’altra. E di entrambi diffido.
Come lavori per scrivere un pezzo?
Faccio il critico tv, principalmente, guardo tanta tv e dico quello che penso. Ne più né meno. Senza sconti.
Sempre meglio fare i giornalisti che lavorare?
Sempre meglio lavorare! E di questi tempi, soprattutto per i giornalisti, il lavoro purtroppo scarseggia. Ha da passa’ ‘a nuttata, per dirla con Eduardo De Filippo.

Maria Lucia Riccioli


Ci metto la firma!: Mariano Sabatini ne parla a Televita ospite di Andrea Menaglia

30/10/2009

Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti famosi (Aliberti editore): Mariano Sabatini ne parla a Televita ospite di Andrea Menaglia nella trasmissione Libri oggi del 3/10/09 [video rec by imaldera]


“Ci metto la firma!”: Mariano Sabatini ospite di “Mattino Italia” su Canale Italia domani lunedì 19 ottobre 2009

18/10/2009

mariano_sabatiniLunedì 19.10.09 alle 11.00 circa Mariano Sabatini interverrà a Mattino Italia, ospite in studio su Canale Italia (in chiaro e su Sky 883) di Riccardo Marino e Janet De Nardis, per un’intervista su “Ci metto la firma!” ed. Aliberti.copertina-def


Mariano Sabatini presenta “Ci metto la firma!” su Radio Kiss Kiss ospite di Carlotta (seconda parte)

16/10/2009

Mariano Sabatini presenta “Ci metto la firma!” su Radio Kiss Kiss ospite di Carlotta nella trasmissione Freeway – seconda parte (7/10/09)


Mariano Sabatini presenta “Ci metto la firma!” su Radio Kiss Kiss ospite di Carlotta

14/10/2009

Mariano Sabatini presenta “Ci metto la firma!” su Radio Kiss Kiss ospite di Carlotta nella trasmissione Freeway prima parte (7/10/09)


“Ci metto la firma!”: Cosimo Salvatorelli di Taranto Oggi intervista Mariano Sabatini

12/10/2009
“Ci metto la firma!”: Cosimo Salvatorelli di Taranto Oggi intervista Mariano Sabatini (9/10/09)

 

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Ci metto la firma! di Mariano Sabatini: la recensione di Simone Gambacorta su lacittaquotidiano.it (3/10/09)

09/10/2009
Ci metto la firma! di Mariano Sabatini: la recensione di Simone Gambacorta su lacittaquotidiano.it (3/10/09)

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“Ci metto la firma!” di Mariano Sabatini: la recensione di Simone Gambacorta su Teleponte

05/10/2009

“Ci metto la firma!” di Mariano Sabatini: la recensione di Simone Gambacorta nella trasmissione “Prima di tutto” sull’emittente abruzzese Teleponte (30/9/09)


Mariano Sabatini presenta “Ci metto la firma!” a TeleVita

02/10/2009

sabatini-1Domani sabato 3 ottobre 2009 alle ore 22.30 su TeleVita (Lazio) a “Libri Oggi” di Andrea Menaglia interviene in studio Mariano Sabatini per presentare “Ci metto la firma!”.copertina-def


abruzzocultura.it: A colloquio con l’autore di “Ci metto la firma”, una raccolta di sessanta interviste ai protagonisti della carta stampata e della tv

01/10/2009

di Simone Gambacorta – l’originale [QUI]

copertina-defCome si diventa giornalisti? Quali sono stati i primi passi delle firme più note? Mariano Sabatini risponde a queste e molte altre domande con “Ci metto la firma. La gavetta dei giornalisti famosi” (Aliberti, pp. 357, 18 Euro), un libro dove ha raccolto sessanta succose interviste ai protagonisti del nostro giornalismo. Romano, classe 1971, Sabatini è giornalista professionista e in passato ha anche pubblicato due fortunati volumi di interviste a scrittori, “Trucchi d’autore” e “Altri trucchi d’autore”, entrambi apparsi per i tipi di Nutrimenti.

“Ci metto la firma” è una raccolta di interviste dove sessanta giornalisti “arrivati” parlano della propria gavetta: come e perché hai deciso di pubblicare questo libro?mariano_sabatini

«Perché ho ravvisato una grande richiesta da parte di giovani aspiranti colleghi che vogliono sapere come ce l’hanno fatta quelli che ce l’hanno fatta e hanno raggiunto livelli di notorietà, autorevolezza, bravura non facili da raggiungere. Insomma, un libro che io avrei voluto incrociare e divorare ai miei esordi».

Sin dall’inizio l’intenzione era di farne un libro?

«Subito un libro, che nasce dalle precedenti serie sui “Trucchi d’autore”. Sto delineando un metodo che mi consente di assemblare attraverso esperienze eterogenee manuali atipici e di agilissima lettura».

Quanto tempo di lavoro è occorso per mettere insieme tutte le interviste?

«Le interviste vanno richieste. Alcuni accettano, altri dopo un inseguimento di mesi poi magari si sottraggono. È capitato con Giuliana Sgrena. Dopo il tutto va riscritto, calibrato, ritmato… Un lavoro che richiede qualche mese. Stavolta poi il libro ha sofferto ritardi per un intoppo: l’editore che intendeva pubblicarlo avrebbe voluto che eliminassi l’intervista a Renato Farina, io ho eliminato l’editore per non sottostare a censure. Compito di un giornalista è dare voce a tutti».

Chi ti ha detto “no”, oltre alla Sgrena?

«Oltre a Sgrena, Maria Laura Rodotà, Vera Montanari, Fiorenza Vallino, Daria Bignardi, soprattutto le donne che io ammiro molto, e poi anche la star Marco Travaglio».

Hai seguito un criterio di base per assemblare questi “materiali”?

«Mi sono tenuto lontano dai troppo famosi, dai televisivi. A Costanzo, Vespa, Mentana o Floris non ho neppure chiesto apuntamento. Ho scelto giornalisti di diversa estrazione e professionalità, dalla radio alla carta stampata. Ci sono televisivi meno inflazionati, Piroso, Cuffaro, Mannoni, Piccinini».

Perché hai rinunciato ai più famosi?

«Perché gli anchormen più popolari sconfinano nell’arte dell’intrattenimento che è un’altra cosa rispetto al giornalismo che mi interessava rappresentare».

Chi è stato il primo che hai intervistato?

«Questo proprio non me lo ricordo, le interviste sono sessanta e dalla prima è trascorso molto tempo».

Conoscevi tutti personalmente?

«No. Questo è impossibile, tutti quelli presenti nel libro però mi hanno usato una gran cortesia volendo condividere i loro ricordi coi lettori».

Da giornalista, che esperienza è stata “ascoltare” tanti colleghi che parlavano del mestiere?

«Io vivrei facendo domande, sono un curioso, ossessionato dalle vite degli altri. Una magnifica esperienza, perciò, che ripeterò in altri ambiti».

Il libro parla della gavetta, ma sarebbe riduttivo etichettarlo solo così. A mio parere è uno spaccato che chiunque scriva per i giornali – o sogni di farlo – non dovrebbe lasciarsi sfuggire. Ci sono mille sguardi su un mestiere…

«È proprio così, infatti, e ognuno può farsi irretire da ciò che più lo riguarda o interessa. Per chi sogna di debuttare tra i cronisti sportivi, ci sono Necco, Caressa, Piccinini… per chi ama le interviste, Sabelli Fioretti, Zincone… Il libro è costruito in modo che ognuno possa costruirsi il proprio percorso».

Ma che mestiere è quello del giornalista?

«Un mestiere mitizzato. Si guadagna poco per lo più, si sta molto in redazione ed è difficile diventare famosi».

Com’è cambiato il nostro giornalismo rispetto a quando hai iniziato?

«Contano più le opinioni che i fatti, le notizie. Ogni notizia oggi può essere annegata in una quantità di opinioni tali da neutralizzarla. Per essere pedestri, il lavoro è diminuito, se possibile, anche se internet alimenta l’illusione che tutti possono fare i giornalisti».

L’intervista è un genere spesso bistrattato. Per parte mia ho sempre pensato che sia uno strumento principe del giornalismo, specialmente del giornalismo culturale…

«Ho fatto centinaia di interviste, soprattutto per i settimanali femminili, e continuo per i miei libri. Adoro chiedere, sapere, infilarmi negli interstizi… L’intervista è il genere per eccellenza sia che serva per comporre un’inchiesta sia per ritrarre un personaggio, della cultura, sì, ma anche della politica, dello sport, dello spettacolo».

Prima di “Ci metto la firma”, hai pubblicato due deliziosi libri di interviste a scrittori, “Trucchi d’autore” – che hai ricordato prima – e “Altri trucchi d’autore”. Parliamone un po’…

«Sono diventati piccoli cult. Ancora ne parlano, scrivono, li citano. In quei libri ho cercato di catturare le particelle elementari del sogno della scrittura».

Per me l’intervista è un faccia a faccia che ambisce a una verità: magari minima, ma comunque corrispondente a un aspetto “sostanziale” di un’esperienza o di un argomento. Sbaglio?

«Non sbagli. Condurre un’intervista non è facile, occorre innanzi tutto prepararsi bene su chi stai per incontrare, senza permettergli di pettinarsi troppo il botta e risposta».

Dell’importanza di questa “verità” sono conferma proprio libri come i tuoi, che restano agli atti, per così dire, sia in termini documentari che testimoniali…

«Ecco, mi piacerebbe che tra decine di anni qualcuno li rispolverasse per capire come la pensavano e lavoravano i nostri contemporanei, romanzieri o giornalisti».

Nelle interviste rispetti sempre una regola aurea: porre domande brevi.

«Sì, odio i colleghi che in tv o per i giornali fanno domande per affermare o che già contengono la risposta».

Qual è un’altra regola aurea, per te?

«Altra regola è porre sempre la seconda domanda, insistere con chi ti sembra che stia svicolando, piazzando una seconda o terza domanda più ficcante».

Intervistatore e intervistato sono come un regista o un attore: padrone della scena è il secondo, ma al timone c’è il primo, però lateralmente, da canto…

«Mai diventare troppo protagonisti, noi giornalisti».

In “Ci metto la firma” le domande sono piuttosto ricorrenti: cambia qualcosa, ma più o meno gli interrogativi che poni sono gli stessi.

«Volevo che tutti si misurassero più o meno, con apprezzabili variazioni, con le stesse domande, per dare la più ampia gamma di esempi e opinioni. Ho cercato inoltre di fare le domande che avrebbe fatto chi sogna il giornalismo. Come sei diventato giornalista? Le difficoltà che hai incontrato? Come si sceglie un buon attacco per un articolo? E via dicendo».

Oltre che un manuale “corale” di giornalismo, il libro è anche un dibattito involontario, vi si incrociano visioni diverse.

«Era quello che volevo, far capire che poi al di là delle regole conta la sensibilità personale. Non siamo automi».

Così molti luoghi comuni volano alle ortiche…

“Eh, già. I giornalisti appartengono alla quotidianità, non al mito. Meglio vestirsi di grigio, senza panama e pipa, ma tenere la schiena dritta».

Su tutto resta un dato: che il giornalismo si impara facendolo.

«Tutti, anche i raccomandati e quelli di formazione universitaria, dovranno poi misurarsi sul campo. E fare la gavetta. Tanto vale iniziare presto. Ciò non vuol dire che non bisogna studiare, anzi dobbiamo farlo ininterrottamente».

Che eco ha avuto il libro nell’ambiente?

«Mi contattano tanti giovani, anche su Face book, per ringraziarmi. Mi dà grande piacere, più delle tante interviste in radio, in tv, o delle recensioni».

In apertura del libro s’incontrano tre capitoli introduttivi, una macro-premessa che vale anche come tuo contributo teorico e autobiografico sul mondo dell’informazione…

«Anch’io sono un giornalista, dopo tutto. Ho voluto raccontare la storia di uno che ce l’ha fatta senza parenti o amicizie utili. Ho contato su di me, volevo metterci la firma, sono qui. E conto di rimanerci a lungo».


“Ci metto la firma!”: Sick Girl Magazine intervista Mariano Sabatini

30/09/2009

l’originale [ QUI ] di Luna 979

metto_firma_copertina“Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti famosi. Cosa facevano quando non erano nessuno” (Aliberti editore) è il nuovo libro di Mariano Sabatini. Autore televisivo, giornalista professionista, critico tv, Mariano scrive di costume, cultura e spettacoli. Collabora con “Italia Oggi”, “Metro”, “Affari italiani”, i quotidiani del Gruppo Espresso, “Gioia”, “Radio-corriere”, “Film Tv”, “Il Tempo”. Tiene una rubrica la domenica mattina su Radio Capital ed è spesso ospite in Tv. In questo libro offre una carrellata di straordinarie interviste sui loro esordi e la loro gavetta ad alcuni tra i più grandi giornalisti italiani, tra cui Toni Capuozzo (vicedirettore del TG5), Vittorio Feltri (direttore de “Il Giornale”), Alfonso Signorini (direttore di “Chi” e “TV Sorrisi e Canzoni”). Per contrappasso, ho pensato intervistare Mariano a proposito del suo lavoro :-)

sabatini-fotoMariano, il tuo ultimo libro è “Ci metto la firma!”, una raccolta di interviste che hai fatto ad alcuni dei nomi più prestigiosi del giornalismo italiano. Una delle domande che poni è come si realizza un’intervista perfetta. Qual è la tua risposta a questa domanda?
Non c’è l’intervista perfetta. È una cosa molto soggettiva, se riesci a strappare un brandello o meglio qualche brandello di verità puoi dirti soddisfatto. Se poi l’intervista dà anche una notizia, hai fatto bingo.

Come è nata l’idea di scrivere questo libro?
Ho scritto due volumetti sui metodi di lavoro dei romanzieri e intervistandomi mi definivano tutto indegnamente “scrittore”. Ho voluto ribadire la mia appartenenza ad un’altra categoria, tanto vituperata e allo stesso tempo tanto bramata. Ci sono tanti che sognano di fare i giornalisti, il libro è per loro.

Nel libro riveli gli esordi di giornalisti poi diventati famosi, cosa puoi dirci del tuo, di esordio, nel mondo del giornalismo?
Tutto molto casuale. Non avevo il sacro fuoco, solo una grandissima determinazione. Ho avuto la fortuna di essere chiamato a fare l’autore tv da Luciano Rispoli, questo mi ha aiutato a gravitare in un mondo che a distanze siderali da me… la tv, il giornalismo, non avrei mai pensato di potercela fare.

Quanto pensi che sia cambiato il mondo del giornalismo rispetto ai tuoi esordi?
È cambiato, compreso il fatto che una volta contavano le notizie, i fatti, oggi imperano le opinioni.

Cosa ti piacerebbe leggere? E cosa non sopporti di vedere tra gli scaffali delle librerie?
Mi piace leggere tutto quello che leggo, cioè di tutto, senza regole, inseguendo il principio del puro piacere. È vero che c’è tanta spazzatura in libreria, tanti sedicenti scritto, tuttavia non farei nulla per eliminare l’immondizia in questione. Ci pensano già i lettori.
Tra le tue numerose attività, c’è quello di giornalista televisivo. Cosa ne pensi di quello che disse Enzo Biagi: “Oggi è più facile diventare una faccia che una firma?”
Ogni tanto appaio in tv, dopo averla fatta per anni dietro le quinte, non mi definirei per questo giornalista televisivo. Né mi monto la testa, ci mancherebbe…Biagi aveva ragione, tanti colleghi perdono la testa appena prestano il visino alla telecamera.

È un momento cruciale per l’informazione via internet. Pensi che il blog possa porsi come valida alternativa al giornalismo di professione?
No. Ne riparliamo quando un blogger potrà vivere del suo lavoro, che talvolta è di gran lunga superiore a quello di un redattore-impiegato di un grande quotidiano. Ma tutto è episodico, affidano alla buona volontà dei singoli, spesso abbandonati a se stessi. Non illudiamoci, internet non rappresenta ancora una valida alternativa lavorativa.

Quali sono i tuoi progetti futuri più prossimi?
Grave crisi permettendo, continuerò a metterci la firma, la faccia, la voce…

Come è consuetudine per questa rubrica, puoi dirci qualcosa di “sick”?
Siete magnifiche, io amo le donne e non potrei trovarmi in un posto migliore!

Per saperne di più: Mariano Sabatini su Facebook


Mariano Sabatini presenta “Ci metto la firma!” a Radio Marconi

29/09/2009

Mariano Sabatini presenta “Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti famosi” a Radio Marconi ospite di Marco Casa (17/9/09)


Mariano Sabatini presenta “Ci metto la firma!” a Cominciamo Bene Estate: le foto

01/09/2009


Mariano Sabatini lunedì ospite di “Cominciamo Bene Estate” su Raitre ore 10.55

29/08/2009

Nella puntata di “Cominciane Bene Estate”, la trasmissione condotta da Michele Mirabella e Arianna Ciampoli, in onda lunedì 31 agosto alle 10.55 su Raitre si parlerà dell’arte di piacere – Quanto e’ importante piacere? Si può imparare a presentarsi al meglio in un posto di lavoro, ad un appuntamento galante, a una cena tra amici? Piacere a se stessi aiuta a piacere agli altri? In studio il conduttore Maurizio Costanzo, i giornalisti Mariano Sabatini e Vittorio Emiliani, i doppiatori Silvia Pepitoni e Roberto Pedicini, la soubrette Lisa Fusco.


Ci metto la firma! di Mariano Sabatini – Le audiopillole su Estatissima: Piroso… fammi 5 righe

26/08/2009

da “Estatissima” la trasmissione radiofonica di Alessandro Fizzotti (puntata del 30/7/09)


Cinebazar.it: Ci metto la firma, l’ultimo libro del giornalista Mariano Sabatini, Un volume ricco di aneddoti che racconta la gavetta delle grandi “firme”

25/08/2009

Ci metto la firma, Un volume ricco di aneddoti che racconta la gavetta delle grandi “firme”

di red. [l'originale QUI]

copertina-defPiù che un vademecum, più di una guida, più di una traccia: Ci metto la firma è un corposo volume (356 pagine) indispensabile per tutti quelli che vogliono farsi un’idea di come sia dura e difficile la strada del successo per i giornalisti. Tutti i trucchi del mestiere sono svelati direttamente dai cronisti e reporter più brillanti del nostro paese attraverso le domande che il giornalista professionista Mariano Sabatini rivolge loro. Queste “firme” ricordano gli esordi e l’inevitabile gavetta svelando così i segreti del mestiere. Sabatini usa il divertente meccanismo delle “interviste doppie” o plurime, ripetendo le domande più o meno uguali per tutti gli intervistati che, ovviamente, danno risposte sempre diverse.
Tra i sessanta intervistati ci sono i maggiori giornalisti italiani : Mario Giordano, Alfonso Signorini, Franco Bechis, Vittorio Feltri, Adele Cambria, Maria Giovanna Maglie, Maria Cuffaro, Sandro Ruotolo, Pietro Calabrese, Gigi Vesigna, Renato Farina, Lucio Caracciolo, Riccardo Barenghi, Daniele Mastrogiacomo, Claudio Sabelli Fioretti, Giovanna Botteri, Vittorio Zucconi, Lina Sotis, Aldo Cazzullo, Toni Capuozzo, Gianni Mura, Ennio Remondino, Maurizio Mannoni, Sandro Piccinini, Massimo Gramellini, Antonello Piroso, e le guest star del giornalismo internazionale Barbara Serra, Marcelle Padovani, Manuela Dviri.
Il libro, ricco di aneddoti, storie e ricostruzioni su una modalità di mestiere che sta scomparendo. Rappresenta uno spaccato della storia del giornalismo italiano perchè gli intervistati rievocano gli anni in cui respiravano la polvere delle redazioni. La fatica di una gavetta spezzaschiena non retribuita – il cosiddetto “abusivato” – senza “corte” nè vacanze, i giri degli ospedali, la caccia ai disastri, la cura dei fatti periferici che spesso nascondono “fattacci”.
Ma Ci metto la firma è anche un libro per curiosi (la curiosità è una delle doti fondamentali del bravo giornalista) che vogliono capire come nasce una passione e cosa facevano i loro maestri agli esordi. Si scopre, quindi, che Maria Cuffaro era un’insegnante di inglese che sognava di fare la pittrice. Indovinate un po’ com’è arrivata al giornalismo? Grazie alla la ‘dritta’ di un suo allievo che l’ha indirizzata al ‘Manifesto’ per pubblicare le sue inchieste. Per capire e registare la verità si è anche travestendosi in alcuni casi da rom o da prostituta.
Alfonso Signorini, invece, insegnava latino e greco, mentre Daniele Mastrogiacomo ha iniziato occupandosi di pubblicita’. Toni Capuozzo, pur di scrivere, faceva testi per le guide gastronomiche o cittadine. Maurizio Mannoni, ha fatto le ossa negli scantinati di piccole tv, lavorando sodo prima di fare il grande salto”. Non sveliamo oltre per non togliere il gusto della lettura e della sorpresa. Ci metto la firma non è solo un volume destinato agli aspiranti giornalisti ma un testo per tutti coloro che vogliono capire a fondo i segreti di una professione che potrebbe sembrare, ad un occhio superficiale, patinata e piena di privilegi. I giornalisti, a volte, ingiustamente offesi ed inseriti in una sorta di “casta” sono persone che hanno quasi sempre faticato duramente per arrivare ad espremire la loro passione di scrivere. Leggere per credere.

mariano_sabatiniCi metto la firma
di Mariano Sabatini
Aliberti editore Srl
pp. 356, euro 18)


Mariano Sabatini presenta “Ci metto la firma!” a Due minuti un libro di Alain Elkann su La7

11/08/2009

mariano_sabatini  [ il video ]copertina-def


Estatissima: oggi 6° appuntamento radiofonico con le micro-lezioni di giornalismo tratte da “Ci metto la firma!” di Mariano Sabatini

30/07/2009

copertina-defOggi nella trasmissione radiofonica Estatissima di Alessandro Fizzotti, sesto appuntamento con le micro-lezioni di giornalismo tratte da “Ci metto la firma!” di Mariano Sabatini. L’aneddoto di oggi riguarderà Antonello Piroso. Ecco l’elenco delle radio su cui è in onda Estatissima.

le radio di Estatissima

Primaradio
Radio Vera
Digi-One
Radio Mania
TRV
Ondastereo
Radio Stella Tortolì
Network Studio 5
Radio Studio Uno
Radio Argento
Radio Centrale
Blu Radio
Radio Stella
RGM
Radio Stereo 5
Radio Master
Radio Futura
Radio Piombino
Radio Tua
Radio Star 2000
Razio Azimut
Radio Sound Milano
Radio Studio 5
Mondo Centrale
Radio Iblea
Radio Day
RGS
Radio Conegliano


Ci metto la firma! di Mariano Sabatini: il post di Marissa sul blog InMyShoes

29/07/2009

l’originale [QUI] sul blog InMyShoes: tutto quanto in mio potere per rendere quest’unica vita indimenticabile

Professione Giornalista

marissaA tutti i lettori del mio blog,

A tutte le stylers,

A tutti coloro che passano di qui,

A chi ama scrivere,

A chi sogna di fare il giornalista,

e a chi lo è gia…

Vi prego di unirvi a me, nel mio più sincero e sentito

Grazie   

a Mariano Sabatini

per essere stato qui ed avermi lasciato un messaggio in tagboard.

È un davvero un onore per me vedere e sapere che una grande Penna del giornalismo italiano è passata dal mio blog.

Giornalista professionista, cronista, opinionista ed anche editorialista per la carta stampata, autore televisivo, scrittore del libro che sto leggendo, “Ci Metto la Firma”.

Non avrei mai creduto che il mio blog potesse darmi soddisfazione più grande…
 

 Grazie davvero di cuore.


oggi ore 10 su La7: Mariano Sabatini presenta “Ci metto la firma!” a “Due minuti un libro” di Alain Elkann

28/07/2009

mariano_sabatiniOggi alle ore 10 su La7, Mariano Sabatini presenta “Ci metto la firma! La gavetta dei giornalisti famosi” (Aliberti ed) a Due minuti un libro, la rubrica di approfondimento di letteratura con interviste agli autori, condotta da Alain Elkann. copertina-def